Riflessioni sotto la pioggia

Credo davvero molto  nel valore di fare Counseling come Counseling cioè, come accompagnamento di un processo.

Fare Counseling, infatti, non è fare una Consulenza, ossia il parere tecnico di un esperto che indica i passaggi da fare.

Proprio questo è un aspetto molto importante e complesso che  prevede la messa in discussione costante del Counselor, il quale accetta il cliente  sapendo di entrare in una relazione reale dove non c’è colui che sa.

Counselor e cliente sono due persone con ruoli e probabilmente con momenti di vita diversi che, insieme, si muovono verso la direzione che indicherà il cliente, con gli strumenti del Counselor.

Al Counselor interessa attivare il processo che condurrà al cambiamento desiderato, non interessa diagnosticare o “soluzionare” e questo rende speciale la relazione che prende forma e dà valore ad ogni incontro. Entrambi impegnano energie e tempo affinche’ la relazione funzioni ed il processo si attivi.

Sono consapevole che la persona che ho davanti sa esattamente di cosa ha bisogno, tuttavia al momento si trova in una “storia bloccata”.
 Il protagonista non sa più di essere tale e la storia non evolve.
Spesso è impiantata nella palude soffocante dei – PERCHÉ?-

Come avviene, cosa avviene e in che modo questo impatta sul quotidiano è il compito di un accompagnamento processuale dialogico che prima di tutto ho sperimentato personalmente.

Come stai? Cosa senti? Cosa vuoi?
Dove senti quello che dici? Come ti fa sentire ciò che dici? Cosa lasci? Cosa porti?

Sono solo alcune domande che negli anni di pratica e di formazione hanno creato stupore e passione dentro di me.
Hanno creato lo spazio necessario per nuove informazioni.

Mi hanno dato la spinta per continuare quando pensavo di non farcela. Mi hanno dato la “forza del permesso”, di com-prendere che non ero SOLA e soprattutto, SOLO come pensavo ma molto, molto di più. Che ero la protagonista e anche la scrittrice e la finanziatrice della mia storia.

E da qui  il concetto di relazione di aiuto, che amo inteso come filosofico e non psicologico.

L’approccio tipicamente filosofico infatti  rappresenta, nella relazione di aiuto e di  “cura”, un’opportunità unica di esplorazione e di recupero di significati profondi, di senso.

Le mie parole  chiavi sono: – presente – presenza – autonomia ‒ salute – consapevolezza ‒ cura ‒ tempo – responsabilità – relazione – empatia – ascolto – benessere – respiro – flusso – processo – crescita – energia – sorriso –

Non so se quello che ho scritto può essere di qualche aiuto. La professione di Counselor da noi in Italia è pressoché sconosciuta ed è proprio un peccato.


Buona giornata piovosa a tutti😊

Ma quanto ci piace?

Nati per essere felici ( Foto dal web)

Ogni azione volta al cambiamento la possiamo attivare sentendo quanto piacere ci dà…

L’esigenza di un cambiamento può partire da uno stato di disagio, di non appagamento, di fastidio per alcune cose che non funzionano più nella nostra vita. Da una domanda non espressa.
Altre volte è indotto da qualcosa che si rompe… e che “costringe” ad organizzare una difesa…

Tuttavia, ogni cambiamento ha necessità di evolvere nel piacere, nel godimento pieno,
altrimenti non c’è pro-attivita’, soltanto re-attività che fa attrito, resistenza, al cambiamento stesso.

Noi tutti siamo fatti per stare bene, siamo fatti per essere felici.

La pro-attività del cambiamento, secondo me, ad esempio sta nel dettaglio, non all’ingrosso…

Sta nella relazione, non nell’autoreferenzialita’…

Sta nei permessi che ci diamo…
Sta nella relazione con noi stessi e con gli altri…
Sta nello sguardo capace di rinnovare le cose e…le persone…

Sta nella libertà di porci alcune domande e nella consapevolezza che alcune risposte sono necessarie… a noi.

Quindi ti chiedo:

✔Dove sta oggi il tuo piacere?
✔C’è qualcosa che desideri rinnovare in te?
✔Che cosa, dentro di te, chiede di essere esplorato?
✔A cosa, o a chi, oggi vuoi dedicare la tua attenzione?
✔Quali pensieri stai coltivando?
✔Cosa chiede alla tua vita di essere visto, ascoltato, toccato, assaggiato, annusato?
✔Quale azione OGGI puoi fare per sentirti felice?

Esercizio: Diario della gioia.

Gioia (foto dal web)

Inizia oggi il tuo diario della gioia.
Dedica qualche minuto, tutti i giorni, alla sua realizzazione.
Appunta attimi, momenti, frazioni di giornata in cui riconosci di aver provato gioia.
Scrivi, disegna, colora, incolla ciò che oggi ti ha fatto provare una sensazione di gioia.
Puoi farlo in completa solitudine o in coppia, insieme ai tuoi figli, con il tuo cane oppure con il gatto o con il pesce rosso.

Vedrai, è un ottimo strumento pedagogico di crescita personale, di condivisione e di educazione alla felicità.

Permette una comunicazione dolce e affettuosa tra te e te.
Tra te e gli altri da te.

Alla fine avrai fatto memoria di tanti momenti che rischiano di perdersi nel tempo.

Avrai scritto un libro, il tuo libro della gioia.

Unico e irripetibile. Nulla di più proficuo.

Se vuoi puoi condividere i tuoi lavori con me. Invia una mail a: con.creattiva@gmail.com

Buon lavoro di consapevolezza.

Emanuela

Giorno fertile

Direi che posso aggiornare il curriculum😉

Formazione avanzata in Counseling sessuologico terminata.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto!

Sono contenta, soddisfatta, fiera e immensamente grata😁

Foto di rito con i prof. Claudia Montanari ed Edoardo Giusti, i colleghi e l’immensa tutor Emanuela❤

Shikata ga nai.

Shikata ga nai, l’arte di saper lasciare andare ( Foto dal web)

L’arte di saper lasciare andare le cose viene chiamata Shikata ga nai.

In lingua giapponese significa letteralmente
”Non c’è niente da fare”, ed è una filosofia prepotentemente emersa dopo il tragico evento dello tsunami 2011.

Non è sinonimo di rassegnazione o elogio dell’impotenza, come può sembrare a prima vista, quanto piena consapevolezza di fronte ad eventi che non si possono controllare.

È la capacità di reagire, agli eventi a cui non possiamo impedire di accadere con cui tuttavia possiamo imparare a dialogare.

Buon lavoro di consapevolezza

La  pandemic fatigue

La sensazione naturale di stanchezza e sfinimento dovuta a uno stato di crisi prolungato viene definita “pandemic fatigue”
La definizione arriva direttamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS: la pandemic fatigue è la “naturale e prevedibile reazione a uno stato di crisi prolungata della salute pubblica, soprattutto perché la gravità e la dimensione dell’epidemia da Covid-19 hanno richiesto un’implementazione di misure rigide, invasive con un impatto senza precedenti nel quotidiano di tutti, compreso chi non è stato direttamente toccato dal virus”.

Cosa fare:

Intanto creiamo una routine differente,  con orari prestabiliti per i pasti, il lavoro, l’esercizio fisico e il riposo.

 Sfruttiamo  la tecnologia, per restare in contatto  con familiari, amici e colleghi, e cogliamo l’ opportunità di comunicazione con il vicino di casa, anche per renderci conto se ha bisogno di qualcosa.

 Imparariamo  a rilassarci attraverso i nostri hobby e se non li abbiamo, inventiamoli!

Mettiamo in campo piccole azione per prenderci cura di noi stessi e non dimentichiamo la respirazione della risata.😂

Oggi mi sono dedicata alla casa, una bella pulita ci voleva e intanto mi sono allenata con hohoho, hahahaha( l’ acca va davanti perché la vocale è espirata).
 Caricato due carriole di legna ( hohoho- hahaha) e acceso il camino, qui si prevedono forti gelate.

Ho fatto doccia rinvigorente ( hohoho- hahaha) ed infine, preparazione del pranzo per tutta la famiglia( hohoho-hahahaha).

Nel pomeriggio penso di fare un riposino, pubblicare questo che sto scrivendo e poi spararmi un po’ di episodi della mia serie preferita ( hahahaha- hohohohoho)
insieme ad una tazza si cioccolata bollente.☕

A cena? Non saprei… certamente non mancherà un bel bicchiere di vino rosso
😂😂😂🍷

E voi che fate oggi?😁

Auguri!

BUON 2021 a tutti noi!!
Che sia di abbracci, di baci, di gioia, di tante risate, di camminate all’aria aperta, di nuove consapevolezze.

Un anno di passioni, di piaceri vissuti con gusto.

Un anno di tramonti e di albe, un anno di viaggi e di scoperte.

Un anno pieno di noi, condiviso con chi amiamo; umani, animali, vegetali o minerali😊😀💪❣❣
Un anno di lavoro e di tempo libero.

Di letture belle, di quaderni da riempire di racconti, di storie, di fiabe, di sogni.

Un anno in cui possa nascere in noi la certezza che, per quante tempeste possiamo affrontare, non si muore di tempeste!
Auguro a tutti noi un anno Stupendevole!

Forza e coraggio!
Con tutto il mio cuore, buon anno!

PERMESSO

Cammina e respira

“Trova il tuo sentiero e quando l’hai fatto, cammina, respira e cammina. È il tuo sentiero,  è permesso riposare, scivolare, cadere, puoi fermarti, guardare il panorama che porti dentro e anche quello fuori.
È permesso ridere e anche piangere, è il tuo sentiero.
Incontrerai chi conosce quel posto oppure qualcuno che ha smarrito la strada, qualcuno ne percorra’ con te un tratto o forse ne prenderà una nuova.
Sii grata, ringrazia, saluta e tira dritto.
Chi cammina ha una sola priorità, al tramonto vuole trovare un rifugio caldo per passare la notte e al mattino tornare a camminare.
La meta? Quella ogni giorno si inventa.
È permesso!”
Emanuela 22 Gennaio 2018

Quale permesso ti concedi oggi?

Che parole usi per farlo?

Cosa senti mentre lo fai?

Esercizio:

Pensa ad una situazione in cui senti che non ti dai il permesso… trova le parole che puoi dire per incoraggiarti a farlo…

Quando le hai chiare, sentile nel corpo immaginando il tono di voce, il tuo viso, i tuoi occhi, le sensazioni che provi, il respiro che hai…

Stai qualche istante con gli occhi chiusi ad immaginare…sorridi e, goditela.

…Puoi portare con te l’immagine positiva del permesso che hai creato e tornarci quando ti sorprendi a negartelo.

Tutto quello che riusciamo ad immaginare, lo possiamo creare…

È permesso…

PS.

E’ possibile che questo esercizio non risulti proprio facile, è possibile incontrare delle difficoltà, delle resistenze.

Va bene così, registra questo, se vuoi puoi scriverlo sul tuo diario di crescita (se non lo hai, è il momento di iniziare) e acquisisci questa consapevolezza.

Se vuoi puoi inviarmi un feedback con una mail a: con.creattiva@gmail.com

sarò felice di leggerti

Buon lavoro!

COUNSELING E NON SOLO


” I tesori più preziosi vengono custoditi dal drago più terribile. Per raggiungere i tesori bisogna andare dal drago e …baciarlo.”
Bert Hellinger

Auguro a tutti noi l’incontro con il proprio drago interiore, quello che fa tanta paura.

E’ un drago parlante.

Dopo i primi GRRRRRRAUGNNNNBUUUUUUU di presentazione si lascia anche toccare e baciare.

E’ un incontro importante, magico, con la nostra parte nera, quella che alberga dentro ognuno e che riteniamo sbagliata, non accettabile, non amabile e che può rovinare le esperienze che facciamo..

E’ una parte covata dentro di noi frutto, spesso, di un ambiente ostile, poco accogliente.

Questa parte può impedire la crescita o permetterla.

In questo periodo strano, isolato, infettato dal virus, chiusi dentro le nostre quattro mura interiori, immaginiamo di incontrare il nostro drago.

Io mi sono divertita a montare un piccolo video per riassumere, con delle immagini, i passaggi della mia vita, non solo professionale e, scegliendo le foto, ho potuto ricordare i tanti incontri con il mio drago.

Il mio drago si chiama Abbandono e ogni tanto bussa alla porta. Non fa più tanta paura anche se, ogni tanto ci prova. Il cibo preferito è il “per sempre

Ho un aiutante per fargli compagnia che si chiama Liberastorie. Lo rassicura e lo coccola quando a paura e si sente solo. Liberastorie libera le parole, le trasforma, ci gioca e Abbandono diventa: Possibilità, Impermanenza, Cambiamento, Crescita, Cura.

Il mio drago è a guardia di una caverna nera, nera, dentro ci sta Coraggio.

Anche tu hai un drago.

Come è fatto?

Che forma ha?

Di che colore è?

E’ tremendo? Cattivo? Pericoloso?

Quali sono le sue caratteristiche?

Che lingua parla?

Quali sono le parole che dice?

Cosa mangia?

Dove abita?

Ogni drago che si rispetti è a guardia di tesori preziosi. Quali sono i tesori custodisce?

Se vuoi puoi usare delle foto o delle immagini significative per te e “leggerle” alla luce di queste scoperte, fare un montaggio della tua storia oppure puoi disegnare o scrivere sul tuo drago.

Sarò felice se vorrai condividere con me il tuo lavoro.

Intanto…mi porto avanti…Buon Natale!

Emanuela

OGNI VIAGGIO INIZIA CON UN PASSO

Un cammino di crescita inizia, in genere, con una telefonata:
è il primo passo per iniziare ad apportare il cambiamento che desideriamo, migliorare una situazione lavorativa, economica o sentimentale, con l”ausilio di un professionista.

È un viaggio meraviglioso dentro di te, che inizia con un passo.

Buon lavoro

MAI SENZA GIOIA

Mai senza gioia

Flusso creativo.

“Nello stato  di flusso, un bambino (o un adulto) è coinvolto in ciò che sta facendo in modo così profondo e piacevole che per lui, in quel momento,  nient’altro al mondo sembra contare. La separazione fra il soggetto  dell’azione e l’atto stesso del fare svanisce. Esiste solo uno stato di completo assorbimento nel quale vien meno tutta la consapevolezza di sé stessi.”
(-Daniel Goleman Michael Ray Paul Kaufman-
Lo spirito creativo)

Riconosci e dai voce alla creatività quando sei davanti alle tue azioni quotidiane da svolgere.
Liberala attraverso la presenza mentale e lasciala scorrere…
Mai senza GIOIA!


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CALMA PIATTA

Spesso impegniamo molte energie per porre dei cambiamenti nella nostra vita. Eppure, a volte un cambiamento ardentemente desiderato pare vanificarsi, a causa della nostalgia per lo stato precedente.

Il percorso fatto viene apparentemente “dimenticato”, nel tentativo della mente di ripristinare l’ordine costituito attraverso il rimuginare tipico del dialogo interno:

“…stavo meglio prima…”
“…almeno c’era lui/lei…”
“…almeno non sapevo…”
“…almeno non ero solo/a…”
“…almeno avevo un lavoro…”

E così via: la nostra testa è piena di desideri, che a volte sembrano essere in contraddizione fra loro.
Quando ci impegnano per adattarci a nuove circostanze, lavorando per produrre cambiamenti sostanziali, acquisiamo un modo diverso di vivere; eppure, a volte sembra che la nostra mente desideri il vecchio divano logoro e sformato, dove sedeva tanto rassicurata, a quello nuovo di zecca.

Ci sono momenti in cui la mente sembra tendere ad approvare solo ciò che conosce, anche se ci fa stare male, preferendo la posizione conosciuta (comfort zone) all’azione quotidiana verso l’ignoto in divenire.
Cosa fare?
Assolutamente nulla.

La buona notizia è che il cambiamento desiderato, una volta raggiunto, non si perde: non si torna indietro: se abbiamo appreso nuove abitudini, con un diverso tipo di sguardo sul mondo, se ci siamo addestrati al ben-essere non perché ce lo raccontiamo, ma perché ne abbiamo fatto esperienza a livello corporeo, nulla sparisce. Il corpo lo ricorda e, al momento opportuno, farà in modo che la mente vi si allinei. La fiducia nel processo che ha permesso il cambiamento agevolerà il tutto.

Se sei in un momento di stallo, e hai l’impressione di “calma piatta”, resta in ascolto.

Se vuoi condividere con me le tue riflessioni, invia una mail a: con.creattiva@gmail.com

IL NIDO DELL’ANIMA

Ci sono luoghi che io chiamo, “nidi dell’anima”,
dove puoi incontrare te stesso e gli altri in un’atmosfera carica di amore e di accettazione.

Sono i posti dove ci sentiamo compresi, protetti, ascoltati, dove è possibile onorare quello che sentiamo, tutto, proprio tutto.

È dentro il nido che puoi essere chi sei senza giudizio, preparandoti a spiccare il volo con le tue forze, i tuoi tempi, con le tue debolezze, con i punti a favore e con quelli a sfavore.

Con limiti e confini rivisitati. Steccati crollati, cullati e ri-colorati…

I nidi dell’anima servono a nutrire, prendere fiato, energia e, amore.

I nidi dell’anima sono l’espansione dell’anima di chi li ha pensati, voluti, attesi, creati.

Ti auguro di poterlo sperimentare, di poterlo incontrare e di lasciarlo accadere.

Buon lavoro