Ma quanto ci piace?

Nati per essere felici ( Foto dal web)

Ogni azione volta al cambiamento la possiamo attivare sentendo quanto piacere ci dà…

L’esigenza di un cambiamento può partire da uno stato di disagio, di non appagamento, di fastidio per alcune cose che non funzionano più nella nostra vita. Da una domanda non espressa.
Altre volte è indotto da qualcosa che si rompe… e che “costringe” ad organizzare una difesa…

Tuttavia, ogni cambiamento ha necessità di evolvere nel piacere, nel godimento pieno,
altrimenti non c’è pro-attivita’, soltanto re-attività che fa attrito, resistenza, al cambiamento stesso.

Noi tutti siamo fatti per stare bene, siamo fatti per essere felici.

La pro-attività del cambiamento, secondo me, ad esempio sta nel dettaglio, non all’ingrosso…

Sta nella relazione, non nell’autoreferenzialita’…

Sta nei permessi che ci diamo…
Sta nella relazione con noi stessi e con gli altri…
Sta nello sguardo capace di rinnovare le cose e…le persone…

Sta nella libertà di porci alcune domande e nella consapevolezza che alcune risposte sono necessarie… a noi.

Quindi ti chiedo:

✔Dove sta oggi il tuo piacere?
✔C’è qualcosa che desideri rinnovare in te?
✔Che cosa, dentro di te, chiede di essere esplorato?
✔A cosa, o a chi, oggi vuoi dedicare la tua attenzione?
✔Quali pensieri stai coltivando?
✔Cosa chiede alla tua vita di essere visto, ascoltato, toccato, assaggiato, annusato?
✔Quale azione OGGI puoi fare per sentirti felice?

Esercizio: Diario della gioia.

Gioia (foto dal web)

Inizia oggi il tuo diario della gioia.
Dedica qualche minuto, tutti i giorni, alla sua realizzazione.
Appunta attimi, momenti, frazioni di giornata in cui riconosci di aver provato gioia.
Scrivi, disegna, colora, incolla ciò che oggi ti ha fatto provare una sensazione di gioia.
Puoi farlo in completa solitudine o in coppia, insieme ai tuoi figli, con il tuo cane oppure con il gatto o con il pesce rosso.

Vedrai, è un ottimo strumento pedagogico di crescita personale, di condivisione e di educazione alla felicità.

Permette una comunicazione dolce e affettuosa tra te e te.
Tra te e gli altri da te.

Alla fine avrai fatto memoria di tanti momenti che rischiano di perdersi nel tempo.

Avrai scritto un libro, il tuo libro della gioia.

Unico e irripetibile. Nulla di più proficuo.

Se vuoi puoi condividere i tuoi lavori con me. Invia una mail a: con.creattiva@gmail.com

Buon lavoro di consapevolezza.

Emanuela

Le parole altre

COME UNA PREGHIERA


“Noi possiamo ancora avere il divino nelle nostre vite. Per avere il divino bisogna essere fragili, bisogna essere umili, bisogna sentirsi in pericolo. Senza pericolo il divino non ci soccorre, e noi siamo costretti a istigarci a un perenne volere. Oggi, in questo mondo difficile a furia di essere comodo, ci vuole una vita semplice, una vita esposta, E ci vuole che ognuno trovi la sua preghiera. Pregare prima di fare l’amore è bellissimo, è bellissimo pregare prima di uscire per strada, pregare prima del sonno, pregare prima di mangiare. La vita senza cerimonie è una vita sgarbata, una colluttazione col tempo che passa, è una vita ambiziosa, furba, e alla fine cieca. Prendiamo questa epoca e riempiamola di preghiere, cantiamola questa epoca, non accontentiamoci dello sdegno, del rancore, prendiamoci cura di essere devoti, di sapere le cose dei nostri luoghi, di avere buone memorie. Possiamo fare bene ogni mestiere se ci arrendiamo, se lasciamo ogni arroganza. Ci basta lavorare, ci basta guardare le creature e le cose del mondo. Dio oggi può essere semplicemente la clemenza e l’attenzione, Dio entra nelle nostre poesie, nelle nostre preoccupazioni, nei baci, nelle lacrime, Dio è quando siamo quello che siamo e camminiamo sereni: tutto quello che ci può accadere sembra una grazia, e quando questa grazia ci lascia noi torniamo a lavorare, andiamo avanti senza lagne, ma con desiderio di ringraziare, sapendo che la vita che facciamo noi è una piccola parte della vita universale, la grande parte della vita la fanno gli altri, il bene e il male ci toccano raramente, e quando non ci toccano restiamo attenti, guardiamo con dolcezza il bene e il male degli altri.”


Franco Arminio

Shikata ga nai.

Shikata ga nai, l’arte di saper lasciare andare ( Foto dal web)

L’arte di saper lasciare andare le cose viene chiamata Shikata ga nai.

In lingua giapponese significa letteralmente
”Non c’è niente da fare”, ed è una filosofia prepotentemente emersa dopo il tragico evento dello tsunami 2011.

Non è sinonimo di rassegnazione o elogio dell’impotenza, come può sembrare a prima vista, quanto piena consapevolezza di fronte ad eventi che non si possono controllare.

È la capacità di reagire, agli eventi a cui non possiamo impedire di accadere con cui tuttavia possiamo imparare a dialogare.

Buon lavoro di consapevolezza

La  pandemic fatigue

La sensazione naturale di stanchezza e sfinimento dovuta a uno stato di crisi prolungato viene definita “pandemic fatigue”
La definizione arriva direttamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS: la pandemic fatigue è la “naturale e prevedibile reazione a uno stato di crisi prolungata della salute pubblica, soprattutto perché la gravità e la dimensione dell’epidemia da Covid-19 hanno richiesto un’implementazione di misure rigide, invasive con un impatto senza precedenti nel quotidiano di tutti, compreso chi non è stato direttamente toccato dal virus”.

Cosa fare:

Intanto creiamo una routine differente,  con orari prestabiliti per i pasti, il lavoro, l’esercizio fisico e il riposo.

 Sfruttiamo  la tecnologia, per restare in contatto  con familiari, amici e colleghi, e cogliamo l’ opportunità di comunicazione con il vicino di casa, anche per renderci conto se ha bisogno di qualcosa.

 Imparariamo  a rilassarci attraverso i nostri hobby e se non li abbiamo, inventiamoli!

Mettiamo in campo piccole azione per prenderci cura di noi stessi e non dimentichiamo la respirazione della risata.😂

Oggi mi sono dedicata alla casa, una bella pulita ci voleva e intanto mi sono allenata con hohoho, hahahaha( l’ acca va davanti perché la vocale è espirata).
 Caricato due carriole di legna ( hohoho- hahaha) e acceso il camino, qui si prevedono forti gelate.

Ho fatto doccia rinvigorente ( hohoho- hahaha) ed infine, preparazione del pranzo per tutta la famiglia( hohoho-hahahaha).

Nel pomeriggio penso di fare un riposino, pubblicare questo che sto scrivendo e poi spararmi un po’ di episodi della mia serie preferita ( hahahaha- hohohohoho)
insieme ad una tazza si cioccolata bollente.☕

A cena? Non saprei… certamente non mancherà un bel bicchiere di vino rosso
😂😂😂🍷

E voi che fate oggi?😁

LE PAROLE CREANO… MAGIA

Manuela Toto (immagine dal Web)

“Arriva un tempo in cui dopo una vita passata ad aggiungere, inizi a togliere.
Togli i cibi che ti fanno male.
Togli i vestiti che ti vanno troppo stretti o troppo larghi.
Togli le cianfrusaglie dimenticate nei cassetti insieme alla convinzione antica di non andare mai bene.
Togli il cuore dai posti dove non c’è più amore.
Togli il tempo passato a inseguire le persone.
Togli lo sguardo da chi ti ha ferito.
Togli potere al passato, togli le colpe dai tuoi racconti e lo sguardo da chi ti parla dietro.
Togli le erbacce intorno ai tuoi sogni,
i compromessi che ti sporcano le scelte,
i sì concessi per adattamento.

La vera ricchezza non è aggiungere,
ma togliere.”

Manuela Toto, “Sotto le scale”

E oggi tu che cosa scegli di togliere?

Buon lavoro

Le parole creano…magia

Frodo- Il Signore degli anelli – Foto dal web

“Come fai a raccogliere le fila di una vecchia vita? Come fai ad andare avanti, quando nel tuo cuore cominci a capire… Che non si torna indietro? Ci sono cose che il tempo non può accomodare. Ferite talmente profonde, che lasciano un segno. (Frodo)- Il Signore degli anelli –

J.R.R. Tolkien

È vero, se ho imparato qualcosa in questa vita è che non si può tornare indietro e ho anche imparato che andare avanti malgrado le ferite è possibile.

Le ferite sono segni indelebili del nostro esistere, qui e ora, su questa terra, in questo corpo. Sono il segno che abbiamo vissuto amando.

Io credo che le ferite più profonde le faccia l’amore. Quello non ricevuto, negato, tradito, rifiutato, ma anche l’amore non dato, quello che abbiamo trattenuto, tenuto dentro per paura. L’amore avaro intossica e ferisce esattamente come l’amore che non abbiamo avuto.

Le ferite le possiamo far diventare una chiave di accesso per vivere la nostra unica e irripetibile dimensione creativa e artistica, quella che non ha bisogno di negare il dolore per esprimersi e che insegna a donare.

Ho visto molte persone rinascere alla vita esprimendo Creatività per il disegno, la scrittura, la musica, la danza, e per ogni lavoro che contempli la manualità. E’ un modo per contattare le proprie ferite con Amore. Esattamente quello che faccio in questo blog insieme a molti altri.

Le ferite non si cancellano tuttavia, possiamo imparare ad amarle, ad organizzarle, ad ordinarle. Possiamo imparare a starci dentro, a respirarci.

Le ferite non possono essere cancellate possono essere curate dalla compassione. Allora chi ama vince sempre perché, in tutto ciò che ha, che fa, che è, ci mette Amore… Anche se agli occhi di molti sembra perdere.

Buon lavoro creativo a tutti noi.

Parole altre

Simone Cristicchi ( Foto dal web)

«Credo nello sguardo della Gioconda e nei disegni dei bambini. Nell’odore dei panni stesi, del ciambellone e in quello delle mani di mia madre.
Credo che quando la barbarie diventa normalità, la tenerezza è l’unica insurrezione.
Credo che la vera gioia è riuscire a sentirsi parte di un paesaggio incantevole, pur non essendo altro che un granello di sabbia.
Credo che la lingua di Dio è il silenzio, e il suo corpo la Natura.
Credo che non siano le grandi rivoluzioni o le ideologie, ma i piccoli gesti a cambiare il mondo perché niente è più grande delle piccole cose.
Credo alla potenza del soffione, quel piccolo fiore selvatico che cresce ostinato tra le pieghe dell’asfalto e che anche tra mille difficoltà, riesce comunque a germogliare e a diventare fiore.
Credo che chi non vive il presente, sarà sempre imperfetto. Anche da trapassato.
Credo che la vera sfida è debuttare ogni giorno, tutto il resto è repertorio.
Credo che chi ha bisogno di nemici, non è in pace con se stesso.
E credo che non sia la bellezza che salverà il mondo, ma siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza.
Credo che non bisogna cercare la felicità, ma solo proteggerla.
Credo che non c’è peggior peccato che non stupirsi più di niente e che tutta l’intelligenza e la cultura del mondo resti muta e si inchini davanti a questo grande mistero, al miracolo di questa vita che va avanti, nonostante tutto, che non si ferma, che si trasforma ogni secondo.
Perché la vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere.»

Simone Cristicchi”Credo”, estratto da “Manuale di volo per uomo”

Buon lavoro di consapevolezza…

Auguri!

BUON 2021 a tutti noi!!
Che sia di abbracci, di baci, di gioia, di tante risate, di camminate all’aria aperta, di nuove consapevolezze.

Un anno di passioni, di piaceri vissuti con gusto.

Un anno di tramonti e di albe, un anno di viaggi e di scoperte.

Un anno pieno di noi, condiviso con chi amiamo; umani, animali, vegetali o minerali😊😀💪❣❣
Un anno di lavoro e di tempo libero.

Di letture belle, di quaderni da riempire di racconti, di storie, di fiabe, di sogni.

Un anno in cui possa nascere in noi la certezza che, per quante tempeste possiamo affrontare, non si muore di tempeste!
Auguro a tutti noi un anno Stupendevole!

Forza e coraggio!
Con tutto il mio cuore, buon anno!

PAROLE ALTRE

Luisa Muraro ( Foto dal web)

Un filo di felicità.
Quando penso, scrivo, parlo, non è il concetto di felicità che mi sta a cuore, ma proprio essere felice dentro di me e insieme a chi mi legge o ascolta. Questa condizione insolita e in parte sfuggente che chiamiamo felicità mi è presente (o, al contrario, mi manca) quando comunico con gli altri, presente (o mancante) in un modo difficile da comunicare verbalmente, ma sensibile…

Hai presenti quei discorsi che ripetono che la felicità è impossibile o che non è per noi esseri umani? Ecco, c’è qualcosa che m’impedisce di accoglierli. Non potrei stare in questo mondo se non potessi credere e sentire che talvolta si aprono dei passaggi per cui una qualche felicità riesce ad accadere. Riesce cioè a venire da non so dove e a inserirsi nelle nostre esistenze come anche nella Storia. So solo che per arrivare deve passare all’interno di ciascun essere umano o forse di ogni vivente, anche gli animali e le piante e chissà le cose tutte. L’avvenimento della felicità può essere segreto ma può essere largamente condiviso e perfino pubblico, come la fine di una guerra con le campane che suonano a festa da tutti i campanili.”
 Luisa Muraro

Luisa Muraro è una filosofa, scrittrice, pedagogista, attivista, traduttrice e accademica italiana.

Data di nascita: 14 giugno 1940
(Fonte: Wikipedia)