Onoriamo ogni stagione della vita!

Sono stata una bimba silenziosa e turbata.
Sono stata un’adolescente tumultuosa  e arrabbiata.
Ho ricevuto e restituito dolore.

Sono stata una giovane triste e difficile
Ho ricevuto e restituito dolore.

Sono stata un’adulta ferita e paurosa.
Ho ricevuto e restituito dolore.

 Vittima e carnefice.
Chi era oppresso, chi era l’oppressore?

Oggi lo so,
onoro ogni stagione della mia vita, con il suo carico faticoso, e scelgo per me la gioia.

Prendo la rabbia, la paura e il dolore,  il tumulto e il silenzio insieme e li trasformo con un sorriso; in presente, in pace. Ogni giorno.
 

Grazie vita🙏💚👣
Emanuela

L’arte della felicità

Che cosa occorre per essere felici?
Il denaro? Il successo? L’amore?…

L’arte della felicità non attinge a credenze religiose o verità assolute, ma è la conquista e l’esercizio di una pratica quotidiana, difficile ma possibile: conoscere se stessi, capire le ragioni degli altri, aprirsi al diverso e guardare le cose in modo nuovo.

“Se conserveremo la consapevolezza di possedere il meraviglioso dono dell’intelligenza e se matureremo  la volontà di usarlo in maniera positiva, in certo modo avremo la salute mentale di base, ossia la forza fondamentale che proviene dalla coscienza del proprio grande potenziale.”

Tenzin Gyatso, quattordicesimo Dalai Lama e Howard C. Cutler psichiatra americano-L’arte della felicità-

Buona lettura

Buona Pasqua

Ti auguro di trovare per questa Pasqua  la via della gioia che ti lasci andare oltre… oltre il dolore, la tristezza, l’amarezza…oltre le delusioni del passato, oltre le illusioni del futuro.
Ti auguro di andare oltre…
Per ri-nascere,  vivere ogni cosa che c’è in questo momento senza giudicare come bello, brutto, giusto o sbagliato.
 Ti auguro di poter osservare quello che c’è e, se non ti piace, darti la possibilità di ri-cominciare. Ora.


Piccoli passi, piccoli respiri…cambiano il punto di osservazione

Buona  Pasqua di pace e serenità.
Buona Ri- nascita.

“…Per quello che vale, non è mai troppo tardi, o nel mio caso troppo presto, per essere quello che vuoi essere. Non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi, puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo. Possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio, spero che tu viva tutto al meglio, spero che tu possa vedere cose sorprendenti, spero che tu possa avere emozioni sempre nuove, spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi, spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita e se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero.”
Dal film “Il curioso caso di Benjamin Button

Come un pendolo

La solitudine non mi fa paura, l’isolamento si.

La pandemia ci ha costretti a contattare l’una e l’altro e a sentirne la differenza nel corpo.

Quando sono sola con me stessa il corpo riposa e il respiro è regolare, quando arriva l’isolamento il respiro mi scoppia nel petto, mi sento sola e assente.

La solitudine è calore sulle spalle, l’isolamento è contrattura alla scapola destra.

L’isolamento arriva insieme ai pensieri e allora è un gran casino.

La solitudine è assenza di pensiero, è spazio da non riempire con niente.

La solitudine è un passo da non forzare, l’isolamento è il tempo da cui fuggire di corsa. E più scappo e più arriva.

La solitudine mi parla di mia nonna vecchia che, seduta sulla sedia davanti al camino, s’immergeva nella sua preghiera quotidiana.

L’isolamento racconta dei sospiri di mia mamma in perenne attesa di un miracolo. Non le ho mai chiesto se alla fine fosse arrivato.

Il ponte per passare dall’isolamento alla solitudine per me si chiama Intimità. È un ponte che spesso è interrotto per lavori in corso.

L’assenza di intimità è mancanza di parole per narrarsi al presente ed avere la possibilità di ascoltarsi fino in fondo, per poterlo raccontare anche a qualcun’altro.

L’intimità viene a mancare se si rompe il contatto; tra la parola e i sensi, tra me e me, tra me e gli altri.

La pandemia ha portato in luce queste continue interruzioni di contatto tra presenza e assenza facendomi oscillare tra isolamento e solitudine.

Come un pendolo mi muovo tra un respiro corto e uno lungo.

Quando il corpo pensa all’oscillazione spesso si irrigidisce; illuso dalla stabilità è necessario ricordargli la storia della flessibilità del giunco, che può piegarsi fino a baciare la terra e poi tornare dritto a vibrare nell’aria, in completa intimità con entrambi gli elementi.

Come un pendolo.

Affermazione di sé

🧠 Conosco i miei desideri.

💖 Onoro i miei desideri

🗝 Rispetto me stessa.

🗝 Rispetto gli altri.

🌳 Ho diritto di occupare uno spazio vitale.

🌹 Ho diritto di respirare.

🐌 Ho il diritto di rispettare i miei tempi.

🐲 Dico No quando è no.

🐲 Dico Si quando è Si.

🦁 Sono nata per essere libera dalle aspettative altrui.

🦁 Gli altri hanno diritto di vivere liberi dal peso delle mie aspettative.

🌺 La mia vita non appartiene ad altri.

🌺 La vita degli altri non mi appartiene.

😀 Io esisto.

Oggi pratica dell’affermazione di sé.

Buon lavoro di consapevolezza!

Riflessioni sotto la pioggia

Credo davvero molto  nel valore di fare Counseling come Counseling cioè, come accompagnamento di un processo.

Fare Counseling, infatti, non è fare una Consulenza, ossia il parere tecnico di un esperto che indica i passaggi da fare.

Proprio questo è un aspetto molto importante e complesso che  prevede la messa in discussione costante del Counselor, il quale accetta il cliente  sapendo di entrare in una relazione reale dove non c’è colui che sa.

Counselor e cliente sono due persone con ruoli e probabilmente con momenti di vita diversi che, insieme, si muovono verso la direzione che indicherà il cliente, con gli strumenti del Counselor.

Al Counselor interessa attivare il processo che condurrà al cambiamento desiderato, non interessa diagnosticare o “soluzionare” e questo rende speciale la relazione che prende forma e dà valore ad ogni incontro. Entrambi impegnano energie e tempo affinche’ la relazione funzioni ed il processo si attivi.

Sono consapevole che la persona che ho davanti sa esattamente di cosa ha bisogno, tuttavia al momento si trova in una “storia bloccata”.
 Il protagonista non sa più di essere tale e la storia non evolve.
Spesso è impiantata nella palude soffocante dei – PERCHÉ?-

Come avviene, cosa avviene e in che modo questo impatta sul quotidiano è il compito di un accompagnamento processuale dialogico che prima di tutto ho sperimentato personalmente.

Come stai? Cosa senti? Cosa vuoi?
Dove senti quello che dici? Come ti fa sentire ciò che dici? Cosa lasci? Cosa porti?

Sono solo alcune domande che negli anni di pratica e di formazione hanno creato stupore e passione dentro di me.
Hanno creato lo spazio necessario per nuove informazioni.

Mi hanno dato la spinta per continuare quando pensavo di non farcela. Mi hanno dato la “forza del permesso”, di com-prendere che non ero SOLA e soprattutto, SOLO come pensavo ma molto, molto di più. Che ero la protagonista e anche la scrittrice e la finanziatrice della mia storia.

E da qui  il concetto di relazione di aiuto, che amo inteso come filosofico e non psicologico.

L’approccio tipicamente filosofico infatti  rappresenta, nella relazione di aiuto e di  “cura”, un’opportunità unica di esplorazione e di recupero di significati profondi, di senso.

Le mie parole  chiavi sono: – presente – presenza – autonomia ‒ salute – consapevolezza ‒ cura ‒ tempo – responsabilità – relazione – empatia – ascolto – benessere – respiro – flusso – processo – crescita – energia – sorriso –

Non so se quello che ho scritto può essere di qualche aiuto. La professione di Counselor da noi in Italia è pressoché sconosciuta ed è proprio un peccato.


Buona giornata piovosa a tutti😊

Shikata ga nai.

Shikata ga nai, l’arte di saper lasciare andare ( Foto dal web)

L’arte di saper lasciare andare le cose viene chiamata Shikata ga nai.

In lingua giapponese significa letteralmente
”Non c’è niente da fare”, ed è una filosofia prepotentemente emersa dopo il tragico evento dello tsunami 2011.

Non è sinonimo di rassegnazione o elogio dell’impotenza, come può sembrare a prima vista, quanto piena consapevolezza di fronte ad eventi che non si possono controllare.

È la capacità di reagire, agli eventi a cui non possiamo impedire di accadere con cui tuttavia possiamo imparare a dialogare.

Buon lavoro di consapevolezza

La  pandemic fatigue

La sensazione naturale di stanchezza e sfinimento dovuta a uno stato di crisi prolungato viene definita “pandemic fatigue”
La definizione arriva direttamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS: la pandemic fatigue è la “naturale e prevedibile reazione a uno stato di crisi prolungata della salute pubblica, soprattutto perché la gravità e la dimensione dell’epidemia da Covid-19 hanno richiesto un’implementazione di misure rigide, invasive con un impatto senza precedenti nel quotidiano di tutti, compreso chi non è stato direttamente toccato dal virus”.

Cosa fare:

Intanto creiamo una routine differente,  con orari prestabiliti per i pasti, il lavoro, l’esercizio fisico e il riposo.

 Sfruttiamo  la tecnologia, per restare in contatto  con familiari, amici e colleghi, e cogliamo l’ opportunità di comunicazione con il vicino di casa, anche per renderci conto se ha bisogno di qualcosa.

 Imparariamo  a rilassarci attraverso i nostri hobby e se non li abbiamo, inventiamoli!

Mettiamo in campo piccole azione per prenderci cura di noi stessi e non dimentichiamo la respirazione della risata.😂

Oggi mi sono dedicata alla casa, una bella pulita ci voleva e intanto mi sono allenata con hohoho, hahahaha( l’ acca va davanti perché la vocale è espirata).
 Caricato due carriole di legna ( hohoho- hahaha) e acceso il camino, qui si prevedono forti gelate.

Ho fatto doccia rinvigorente ( hohoho- hahaha) ed infine, preparazione del pranzo per tutta la famiglia( hohoho-hahahaha).

Nel pomeriggio penso di fare un riposino, pubblicare questo che sto scrivendo e poi spararmi un po’ di episodi della mia serie preferita ( hahahaha- hohohohoho)
insieme ad una tazza si cioccolata bollente.☕

A cena? Non saprei… certamente non mancherà un bel bicchiere di vino rosso
😂😂😂🍷

E voi che fate oggi?😁

LE PAROLE CREANO… MAGIA

Manuela Toto (immagine dal Web)

“Arriva un tempo in cui dopo una vita passata ad aggiungere, inizi a togliere.
Togli i cibi che ti fanno male.
Togli i vestiti che ti vanno troppo stretti o troppo larghi.
Togli le cianfrusaglie dimenticate nei cassetti insieme alla convinzione antica di non andare mai bene.
Togli il cuore dai posti dove non c’è più amore.
Togli il tempo passato a inseguire le persone.
Togli lo sguardo da chi ti ha ferito.
Togli potere al passato, togli le colpe dai tuoi racconti e lo sguardo da chi ti parla dietro.
Togli le erbacce intorno ai tuoi sogni,
i compromessi che ti sporcano le scelte,
i sì concessi per adattamento.

La vera ricchezza non è aggiungere,
ma togliere.”

Manuela Toto, “Sotto le scale”

E oggi tu che cosa scegli di togliere?

Buon lavoro

Le parole creano…magia

Frodo- Il Signore degli anelli – Foto dal web

“Come fai a raccogliere le fila di una vecchia vita? Come fai ad andare avanti, quando nel tuo cuore cominci a capire… Che non si torna indietro? Ci sono cose che il tempo non può accomodare. Ferite talmente profonde, che lasciano un segno. (Frodo)- Il Signore degli anelli –

J.R.R. Tolkien

È vero, se ho imparato qualcosa in questa vita è che non si può tornare indietro e ho anche imparato che andare avanti malgrado le ferite è possibile.

Le ferite sono segni indelebili del nostro esistere, qui e ora, su questa terra, in questo corpo. Sono il segno che abbiamo vissuto amando.

Io credo che le ferite più profonde le faccia l’amore. Quello non ricevuto, negato, tradito, rifiutato, ma anche l’amore non dato, quello che abbiamo trattenuto, tenuto dentro per paura. L’amore avaro intossica e ferisce esattamente come l’amore che non abbiamo avuto.

Le ferite le possiamo far diventare una chiave di accesso per vivere la nostra unica e irripetibile dimensione creativa e artistica, quella che non ha bisogno di negare il dolore per esprimersi e che insegna a donare.

Ho visto molte persone rinascere alla vita esprimendo Creatività per il disegno, la scrittura, la musica, la danza, e per ogni lavoro che contempli la manualità. E’ un modo per contattare le proprie ferite con Amore. Esattamente quello che faccio in questo blog insieme a molti altri.

Le ferite non si cancellano tuttavia, possiamo imparare ad amarle, ad organizzarle, ad ordinarle. Possiamo imparare a starci dentro, a respirarci.

Le ferite non possono essere cancellate possono essere curate dalla compassione. Allora chi ama vince sempre perché, in tutto ciò che ha, che fa, che è, ci mette Amore… Anche se agli occhi di molti sembra perdere.

Buon lavoro creativo a tutti noi.

Parole altre

Simone Cristicchi ( Foto dal web)

«Credo nello sguardo della Gioconda e nei disegni dei bambini. Nell’odore dei panni stesi, del ciambellone e in quello delle mani di mia madre.
Credo che quando la barbarie diventa normalità, la tenerezza è l’unica insurrezione.
Credo che la vera gioia è riuscire a sentirsi parte di un paesaggio incantevole, pur non essendo altro che un granello di sabbia.
Credo che la lingua di Dio è il silenzio, e il suo corpo la Natura.
Credo che non siano le grandi rivoluzioni o le ideologie, ma i piccoli gesti a cambiare il mondo perché niente è più grande delle piccole cose.
Credo alla potenza del soffione, quel piccolo fiore selvatico che cresce ostinato tra le pieghe dell’asfalto e che anche tra mille difficoltà, riesce comunque a germogliare e a diventare fiore.
Credo che chi non vive il presente, sarà sempre imperfetto. Anche da trapassato.
Credo che la vera sfida è debuttare ogni giorno, tutto il resto è repertorio.
Credo che chi ha bisogno di nemici, non è in pace con se stesso.
E credo che non sia la bellezza che salverà il mondo, ma siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza.
Credo che non bisogna cercare la felicità, ma solo proteggerla.
Credo che non c’è peggior peccato che non stupirsi più di niente e che tutta l’intelligenza e la cultura del mondo resti muta e si inchini davanti a questo grande mistero, al miracolo di questa vita che va avanti, nonostante tutto, che non si ferma, che si trasforma ogni secondo.
Perché la vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere.»

Simone Cristicchi”Credo”, estratto da “Manuale di volo per uomo”

Buon lavoro di consapevolezza…

Auguri!

BUON 2021 a tutti noi!!
Che sia di abbracci, di baci, di gioia, di tante risate, di camminate all’aria aperta, di nuove consapevolezze.

Un anno di passioni, di piaceri vissuti con gusto.

Un anno di tramonti e di albe, un anno di viaggi e di scoperte.

Un anno pieno di noi, condiviso con chi amiamo; umani, animali, vegetali o minerali😊😀💪❣❣
Un anno di lavoro e di tempo libero.

Di letture belle, di quaderni da riempire di racconti, di storie, di fiabe, di sogni.

Un anno in cui possa nascere in noi la certezza che, per quante tempeste possiamo affrontare, non si muore di tempeste!
Auguro a tutti noi un anno Stupendevole!

Forza e coraggio!
Con tutto il mio cuore, buon anno!