L’arte della felicità

Che cosa occorre per essere felici?
Il denaro? Il successo? L’amore?…

L’arte della felicità non attinge a credenze religiose o verità assolute, ma è la conquista e l’esercizio di una pratica quotidiana, difficile ma possibile: conoscere se stessi, capire le ragioni degli altri, aprirsi al diverso e guardare le cose in modo nuovo.

“Se conserveremo la consapevolezza di possedere il meraviglioso dono dell’intelligenza e se matureremo  la volontà di usarlo in maniera positiva, in certo modo avremo la salute mentale di base, ossia la forza fondamentale che proviene dalla coscienza del proprio grande potenziale.”

Tenzin Gyatso, quattordicesimo Dalai Lama e Howard C. Cutler psichiatra americano-L’arte della felicità-

Buona lettura

Valori e integrità

I valori in cui crediamo definiscono chi siamo.

Quando abbiamo un comportamento che entra in conflitto con i nostri valori perdiamo la stima di noi stessi.
Se questo diventa un’abitudine perdiamo la fiducia in noi stessi.
Perdiamo la faccia davanti a noi stessi.
Non ci crediamo più.

Essere autenticamente io, senza giudizio o critica, sentire di corrispondere, nella mia verità a chi sono, mi permette di essere coerente con me stessa e con i valori che mi muovono.

In questo movimento, morbido e non rigido, fatto di accettazione, di perdono e di pazienza incontro una parola: integrità.
Integrità non significa perfezione, significa coerenza.
Dove parole e comportamento coincidono.

Allora posso riconoscere e assumermi la responsabilità di dire: mi dispiace.

Oppure posso riconoscere e assumere la responsabilità di dire: non ti permetto…

Se il comportamento che sento di avere mi fa stare bene, è buono per me.
Se mi fa stare male e mi rendo conto che sto vivendo con valori non miei forse è arrivato il momento di cambiare.

Oggi pratica dell’integrità personale.

Buon lavoro di consapevolezza.